Quando passa la frenesia e resta l'amore.

07:18 Giorgio Furlani 4 Comments

Sono passati sei mesi, e per quanto avessi studiato, calcolato e speculato su Londra, questa mi ha sorpreso volta dopo volta. Se parlate con cento persone della loro esperienza qui, avrete cento storie diverse. Io vi racconto la mia.
Come ho già scritto, ho lasciato la mia città, Bologna, perché dopo 33 anni non avevo più stimoli lavorativi, artistici e mentali in generale.
La vita passava con piccole scosse (a volte anche di terremoto) e senza grandi avvenimenti.
C'è chi ama accontentarsi delle piccole cose, io amo accontentarmi di quelle macroscopiche.
La progettazione dell'espatrio mio e di Lisa è durato circa sei mesi, passati a guardare le offerte di lavoro su Gumtree.co.uk, a parlare con persone che vivevano o avevano vissuto a Londra.
Abbiamo passato gli ultimi mesi seguendo un corso di inglese con insegnante londinese, facendo la media degli affitti delle case, calcolando un ipotetico stipendio, vedendo quanto poteva costare l'abbonamento alla metro.
I primi 18 giorni qui sono stati follemente costosi.
Visto che il primo lavoro di Lisa era notturno, abbiamo deciso di prendere un "Flat" a pochi passi da esso, senza tanto stare a riflettere sulla zona e su quanto fosse difficile sostenere l'affitto.
Ad oggi, 26 Dicembre 2013, viviamo ancora in quell'appartamento, che ci costa £1100 al mese, siamo a Bermondsay, zona 2, ad una sola una fermata dalla bellissima London Bridge e a due da Canary Warf, nuovo cuore economico londinese.
Ora stiamo concentrando i nostri sforzi per trovare un nuovo appartamento a minor prezzo, senza troppo rinunciare alle comodità a cui siamo abituati: difficile, ma possibile.
Nei sei mesi passati ho girato questa enorme città fino a farmi venire crampi e tendiniti, passeggiando per 20km al giorno, e riuscendo solo a sfiorare un paio di quartieri alla volta.
Si, perché Londra è immensa, e non c'è nulla di paragonabile in Italia: pensate che Milano o Roma siano grandi? Moltiplicatele per 5, e poi inizieremo a parlarne.
Cosa ho imparato di Londra dal punto di vista geografico: la città si estende a grosso modo per un diametro equivalente alla distanza tra Imola e Reggio Emilia (60 km circa). Il centro può essere considerato la zona 1, e il punto nevralgico l'incrocio di Oxford Street con Regent street.
Ragionando all'italiana avevo pensato che allontanandomi dal centro i costi delle case si sarebbero abbassati.
In realtà i quartieri londinesi sono grandi come delle piccole città in Italia, ognuna con la propria strada principale, con i propri negozi, col proprio centro e i propri uffici comunali, centri commerciali, palestre ecc.
Per cui se credete di trovare rifugio ad esempio a Barnes, zona 3 o a Richmond, zona 4, preparatevi a pagare degli affitti da £2000 a settimana per un bilocale (avete letto bene, a settimana).
Come capire dove andare a vivere? Girate. La zona est è sicuramente quella meno cara, sia sul piano degli affitti che della vita in generale (supermercati più economici, locali a prezzi ragionevoli, molta vita notturna) anche se ultimamente, vista la grande ripopolazione di quest'area, i prezzi si stanno alzando rapidamente per cui la zona molto trendy di Shoreditch è abbastanza inaffrontabile, Bethnal green è caruccia, ad oggi Hackney è accessibile. Le zone nord ovest di Alperton e Wembley central sono appetibili, se non ché la sera è la morte sociale.
Avventurarsi in zone troppo periferiche (dalla 4 in avanti) non credo sia saggio in quanto sarebbe come non stare a Londra (e allora che sei venuto a fare??).
Mi è accaduto spesso di girare l'angolo durante una passeggiata e scoprire situazioni davvero graziose che fino alla strada precedente non avrei nemmeno sognato.
Molti quartieri sono popolati da particolari etnie o religioni, magari informatevi in precedenza sulla zona dove state andando, non ci sono pericoli, però le differenze culturali possono essere un ostacolo per alcuni.
Per fare un breve esempio, Tottenham è il quartiere a prevalenza ebraica, la mia zona è a prevalenza Afro, a Peckham c'è una forte comunità nera e islamica, indovinate cosa c'è a China Town!
Per prendere casa mi sono affidato ad un agenzia e credo continuerò in questa direzione, per un mero fatto di tutela, anche se i costi di affitto da un privato sarebbero sicuramente meno elevati.
Ho letto diverse storie di italiani che si sono fatti fregare dalle agenzie: raccontavano di essere entrati in edifici fatiscenti con porte senza campanelli ne insegne, oppure in loschi sottoscala dove erano allestite postazioni di fortuna.
Come per ogni cosa serve un po di intelligenza, suvvia.
Cosa ho imparato di Londra dal punto di vista lavorativo: anche in questo ambito Londra è selvaggia. Esiste un minimo sindacale, che nemmeno tutti rispettano, di £6.85 lorde all'ora.
Ma non aspettatevi tutte le tutele che ci sono state in Italia negli anni passati. Diciamo che ad oggi uno stipendio sufficiente per sopravvivere è di £250 a settimana (si, qua si fanno i conti a settimana, e spesso gli stipendi sono pagati settimanalmente o bi settimanalmente. Non ho ancora trovato qualcuno pagato mensilmente).
Durante la ricerca del lavoro lasciate perdere tutti quei siti che promettono di trovarvi alloggio e lavoro, oppure quei forum tipo Italiani a Londra su facebook. Se volete utilizzarli, aspettatevi qualche fregatura, io vi ho avvertiti.
Un'altra cosa importantissima: tutti, e dico tutti, partono dall'Italia pensando di andare a lavorare in quella che qui è chiamata "Hospitality", ossia nella ristorazione, perché tanto ci si adatta a tutto all'inizio. Non c'è errore più grosso, a meno che non siate un barman della madonna o abbiate scelto quell'ambiente per la vostra carriera lasciate stare! Qui, italiani e non, vengono e cercano un posto in qualche pub o ristorante , magari con un inglese traballante se non addirittura nullo, tanto poi si impara.
Ok, preparatevi ad essere sottopagati, trattati male, presi per ignoranti e probabilmente costretti a tornare a casa con la coda tra le gambe.
La concorrenza degli altri paesi europei è feroce, le popolazioni dell'est vengono qui e sanno la lingua mille volte meglio di noi, sono pronti a lavorare 12 ore al giorno e ad essere pagati poco senza protestare.
Se in Italia avete imparato a fare un mestiere, cercate qualcosa di simile anche qui.
Non ha senso che un imbianchino o un muratore si mettano a fare caffè a little Italy, piuttosto cercate nell'edilizia, do you know what i mean?
Inoltre vedo spesso tante persone stampare migliaia di curriculum in formato europeo ed andare in giro per la città dandoli via quasi fossero volantini.
Si perde tantissimo tempo, tantissime energie ed il risultato di certo non sarà granché.
Io ho cambiato tre lavori in 5 mesi e me ne sono stato comodamente seduto sul mio divano o sdraiato sul letto, col computer sulla pancia, navigando per diverse ore al giorno su Gumtree.
Ho preparato il mio curriculum in Italia, rigorosamente formato Uk (altrimenti viene ignorato) e corretto da insegnante madre lingua.
La differenza di questo formato sta nella sintesi della forma: al contrario dei nostri curriculum che più lunghi sono e meglio è, qui non si ama perdere tempo, bisogna essere concisi e raccontarsi in una pagina o massimo due, con in bella evidenza le esperienze lavorative e le proprie capacità (skills).
Qui non interessa a nessuno se vi siete laureati in quella o quell'altra università, tanto come voi ce ne sono altri cento in lizza per quella posizione. Fate vedere come sapete muovervi sul posto di lavoro, come usate le mani e la testa, gettare fumo negli occhi qui non funziona.
Un ultima postilla, consiglio vivamente di lavorare per inglesi, basta vedere italiani che lavorano per altri italiani, polacchi che lavorano per polacchi, marziani che lavorano per marziani. Integratevi, parlate l'inglese con i veri inglesi, uscite a bere una birra con loro dopo lavoro e cercate di interessarvi ai loro interessi, assicuro che vi si aprirà un mondo dinnanzi .
Inoltre, hanno un modo di lavorare molto "chill", per cui non si agitano e non corrono, e se vi vedono neri, aspettatevi che vi offrano un tè.
Cosa ho imparato di Londra dal punto di vista della lingua: un piccolo aneddoto, all'una di notte io e Lisa stavamo tornando a casa in autobus, alla fermata sale un gruppetto di persone che riconosco immediatamente come italiani. Uno di loro chiede all'autista se il bus si ferma a Southwark park, ma l'autista non capisce.
Intervengo in aiuto dei connazionali veneti dicendo loro di salire.
La persona che aveva chiesto informazioni se ne va in fondo al bus senza ringraziare e trascinando il resto del gruppo inveendo contro “questi inglesi che fanno sempre finta di non capire gli stranieri”.
Il signore aveva chiesto informazioni per "SOUTUORC PARC", mentre la pronuncia corretta sarebbe "SAVARC PARC". Volevo suggerire al compatriota che c'è meno differenza tra le parole "Crostata" e "Incrostata", ma ho lasciato perdere.
Cosa ho imparato di Londra dal punto di vista delle persone che ci vivono: Londra è un porto di mare, leggevo da qualche parte che la media del tempo di permanenza di una persona qui è di massimo due anni.
Arriva gente da tutto il mondo, molti con l'intento di essere "turisti a lungo termine", ossia si stabiliscono qui per poi girare comodamente nel resto d' Europa.
Molti vengono qui non si sa bene per quale motivo. Alcuni vengono qui perché Londra è mitica. Altri per disperazione. Ho notato che davvero molte persone arrivano non sapendo cosa troveranno, replicando le miserie della propria patria, spesso nell'ignoranza e nello squallore.
Non mi riferisco a nessun popolo in particolare, sono un po tutti così. C'è gente che era abituata a lavorare in fabbrica sottopagata e qui lavora in fabbrica sottopagata, spesso si fa gruppo tra persone di culture simili, e si parla un inglese europeo che è la cosa peggiore che si può fare se si vuole imparare la lingua. Per prima cosa chiediti perché stai scegliendo questa città. Valuta cosa conosci, approfondisci la lingua, sappi che è una città dura, faticosa e con una concorrenza enorme in ogni cosa.

Se si è sicuri di se stessi, se si sa quel che si vuole e si è pronti a mettersi in gioco di continuo, preparatevi a divertirvi come mai prima d'ora.


4 commenti:

  1. Mi fai un sacco ridere amico.
    Comunque non solo i connazionali hanno problemi con l'inglese british, pure gli ammmericani, australioti, neozelander, io ecc...

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  2. Dai almeno sono in buona compagnia..a volte mi sento idiota..

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  3. Quando ho finalmente capito come si pronuncia Leicester Square.. mi sono sentita veramente ignorante!! Ahahah
    Grazie per i bellissimi post! Mi trasferirò il 1° Aprile con una valigia carica di buoni propositi e la mia fida reflex! Continuerò a leggerti! :)

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    1. Ciao! grazie mille davvero, adesso mi sono trasferito a Brighton per il movimento delle forze dell'universo, tra un po scrivero' un nuovo post sulla città, se hai bisogno di informazioni di qualunque genere o se vuoi organizzare un' uscita fotografica mi fa molto piacere! a presto

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