E quella fu l'estate in cui l'arcobaleno pianse lacrime blu

00:49 Giorgio Furlani 0 Comments

È passato più di un anno dal nostro ultimo ballo, e di cose ne sono successe veramente tante. Ma non sono successe al di fuori,cioè, ne sono successe tante anche fuori, ma principalmente quello che è cambiato, è cambiato dentro.
Un anno fa mi sono ritrovato a Bologna, sostanzialmente contro la mia volontà, per una decisione presa per esclusione, per avere un luogo dove poter lentamente ricominciare a sentire quel desiderio di fare le valigie e ripartire. Bologna mi anestetizza e mi culla al tempo stesso, galleggio come in un liquido amniotico, tutto è abbastanza scontato e fin troppo conosciuto come le orde di persone che indossano un piumino nero o se si è abbastanza fortunati, si può scorgere qualche piumino colorato.
Sono durato quattro mesi, poi tutto era diventato esageratamente insopportabile, per chi è ormai abituato ai ritmi londinesi, alla tube, a pagare tutto contactless e risolvere ogni cosa su internet, sembrava di aver fatto un salto indietro di 30 anni solo a timbrare il biglietto di carta sul bus.
Decido la mia nuova meta nel giro di pochi giorni, le scelte non sono tante in quel preciso momento, voglio tornare in UK ma Londra è ancora off-limits, troppi ricordi ancora troppo dolorosi legati ad un passato recente e vivido.
Ho bisogno di una città piena di cose da fare, da vedere e da esplorare: l’alternativa è presto trovata, Brighton soddisfa tutte le mie esigenze e tanto so che sarà una cosa temporanea, Hackney mi manca da morire.
Il trasloco è veloce ed indolore, trovo una stanza il giorno stesso che atterro in una bella casa vittoriana. Le coinquiline sono una coppia di ragazze sposate tra di loro, estremamente simpatiche e solari, inoltre nella casa c’è un cane di nome Bob che non mi ha mai amato e due gatti che invece passavano tutto il tempo assieme a me.
Per il resto mi muovo come al solito, cerco la palestra più vicina e conveniente, metto stelline su google maps, apro l’app di Meetup.com, niente di nuovo insomma.
Durante il periodo di ricerca del lavoro passo parte del mio tempo passeggiando ed esplorando la città: fin da subito centellino e gusto lentamente ogni mia nuova scoperta nel terrore di esaurire questa città troppo velocemente. Mi ricordo sempre di non essere più a Londra anche se spesso l’atmosfera è similare ma le dimensioni sono decisamente ridotte. Non vorrei trovarmi nel giro di un paio di mesi ad aver fatto tutto ed iniziare ad annoiarmi, ho intenzione di passare in questa città un lungo periodo.
Ed intanto i messi passavano, tanti amici mi sono venuti a trovare e la scoperta della città era dolce e lenta, spesso passavo interi pomeriggi di fronte al mare a bere una birra ascoltando musica da solo o in compagnia. Farsi degli amici a Brighton è tutto sommato molto semplice se si a sa come muoversi, le vecchie ferite intanto erano guarite lasciando spazio a qualche ammaccatura e a cicatrici sempre meno fresche. Avevo iniziato un corso di Qi-gong e Yoga abbastanza duro che mi ha portato ad aggiustare gli ultimi ingranaggi ancora rotti, le cose andavano bene, anche se ero solo non mi sentivo più solo.
Ricordo di una sera in cui andai ad un meetup in un locale, vidi una ragazza e da li tutto cambiò. Non starò a spiegare cosa è successo nei lunghi mesi a seguire, non qui per lo meno, basti sapere che all’inizio di settembre la situazione a Brighton si era fatta veramente insostenibile e presi la decisione di inscatolare ancora una volta tutta la mia roba e ripartire per Londra, con cui avevo fatto ormai pace.
La città mi accolse nel suo velluto, tornai immediatamente a lavorare nel mio vecchio posto, a metà tra negozi e magazzino, accolto a braccia aperte da tutti i miei vecchi amici, e pronto a farmene dei nuovi. Anche se in fondo, parte di me era rimasta a quelle atmosfere malinconiche sferzate dal vento freddo di fronte al mare.
Poi infine circa un mese fa una notizia inaspettata cambia ancora tutte le carte in tavola, e questa volta proprio non sono solo le carte a cambiare, è direttamente un nuovo gioco a cui non vedo l’ora di iniziare a giocare.
Siamo a dicembre, ormai sotto natale anche se proprio non me ne riesco a rendere conto e ancora una volta tutta la mia roba è dentro degli scatoloni pronti ad essere spediti.
Si torna in Italia ancora una volta ma questa volta solo per pianificare una nuova vita che sarà solo di ricerca della bellezza inseguendo i sogni, una vita come l’ho sempre desiderata e che mai prima d’ora un altro essere umano aveva compreso, una vita senza limiti ne compromessi, finalmente libero di essere ciò che sono sempre stato.
Starò due mesi a Bologna e so che questa volta sarà divertente, sciocco, pieno di risate e di riscoperta per una città che in fondo tanto male non è, se vista con gli occhi e con le persone giuste.
Si ricomincia, ma questa volta per non fermarsi mai, il concetto di casa sarà veramente relativo, si viaggerà leggeri pieni di meraviglia negli occhi ed un piano solido per poter sopravvivere senza troppe difficoltà.
Abbraccio Londra per un’ultima volta, poi chissà che non ci si ritrovi nel futuro, ma ora ho le chiavi del mondo anche se è costato tanto per averle, di certo ora non le abbandonerò mai mai più. Il mondo sarà il nostro immenso parco giochi.




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