Fun 1.1

12:32 Giorgio Furlani 0 Comments

Sabato sera in centro. Il progetto è stato ritardato da una singolare incursione di un amico completamente ubriaco che si presenta a casa attorno alle sette di sera, farfuglia qualcosa e collassa sul divano. Tra incertezze e dubbi lo lasciamo sul divano, sperando non vada in coma etilico o peggio ancora inizi a vomitare per tutta la casa.
La prima tappa è a Soho, prendiamo un volantino della programmazione di settembre del Prince Charles Cinema e continuiamo in direzione China Town per mangiarci del buon sushi. Alla fine della cena, dopo una bottiglia di vino bianco e un fiaschetto di sakè, iniziavo a sentire l'euforia arrivare.
Finita la cena ci dirigiamo a piedi verso il Roxy (link), in una trasversale di Oxford Street. Impariamo subito una lezione preziosa: se c'è scritto che il locale apre alle 9.30 può essere davvero pericoloso arrivare alle 10,30 in quanto la fila diventa gigantesca. Ebbene si, non è da sfigati arrivare quando fuori c'è ancora luce.
Vista la carica del vino e del sakè, dopo qualche opera di convincimento su Lisa decidiamo di restare e sorbirci una ventina di minuti di "queue". 
All'ingresso ci chiedono i nostri ID (documenti), che consiglio di aver sempre con se perché diversi locali li richiedono; passiamo davanti ad un monitor e telecamera che ci scannerizza un po come succede in aeroporto ai gate col passaporto elettronico.
Una volta entrati nel basement ci accorgiamo che il locale consiste in un dancefloor abbastanza piccolo, un'area con tavolini ed un bancone bar enorme. Ci facciamo un giro di cocktail e poi di birre, mentre analizzo scrupolosamente il djset, taggando con Shazam i pezzi che non conoscevo. 
La serata del sabato è definita "ECLECTIC HITS/POP/INDIE/CHEESE DISCO/RETRO/ROCK".
Nella sostanza si trattava di un mix di pezzi a mio avviso scompaginati, che passavano dagli Oasis per poi agganciarsi a Skrillex, Rihanna, Tame impala, Daft Punk, Icona pop, Killers, Rudimental and so on.
Due tizi vestiti da Mario e Luigi allietavano la visuale.
Credo di aver capito che gli inglesi non sono molto razzisti musicalmente parlando, per cui loro per lo più mettono sullo stesso piano generi musicali diversissimi, dimostrando una conoscenza musicale estremamente elevata. 
Verso le due decidiamo di ritirarci, ricordandoci che il nostro amico era ancora in casa. Grazie all'app "London tube and bus" troviamo la coincidenza di autobus che ci scarica a pochi metri da casa in venti minuti circa. Durante il tragitto vedo tantissime ragazze che camminano scalze, sfinite da una serata su dancefloor coi tacchi; per terra è molto pulito, comunque...
Appena arrivati l'amico si desta dal suo apparente coma e riesce con le sue forze a tornare a casa, mentre noi ci apprestiamo a guardare il telefilm delle due e mezza.



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